domenica 24 gennaio 2010

San Paolo dei segni

Cari amici vicini e lontani, cui é da aggiungere anche "vecchi e nuovi", che di nuovi ne sono già arrivati alcuni, per cui, ora, sarà il caso di brindare insieme con le ampie coppe colorate, quelle che tanto piacevano al poeta Alceo. E se già brindiamo, facciamolo però un po' aqlla volta, con calma, che questo blog é nato appena, é un neonato, deve avere lunghi sonni e poppate ben distribuite, e per la sua nascita doni e regali in quantità, come quello di Giovanna che gli ha regalato un bellissimo "San Bastien" che quando arriva.."non muove la coda neanche il cane", e voi sapete perchè.
Invece domani, Lunedì 25 sarà San Paolo, o meglio é" la Conversione di San Paolo", di cui già tutto si sa. Ma si sa anche quel che dicevano i contadini quel giorno? Quelli della "Campagna appena ieri" ben sapevano che prima della festa di San Paolo c'erano le Calende che, come in un telefono senza fili potevano spiegare a tutti come, giorno per giorno sarebbero state le stagioni da quel Gennaio fino a Dicembre. Non é che i contadini non potevano saperlo comprandosi prima di Natale il nuovo lunario che poi attaccavano su in cucina o meglio dietro la porta della stalla. Una volta era famosissimo in Romagna "E luneri di Smembar", nato a Faenza nel 1854, mentre tra il riminese ed il sammarinese era famoso quello di Pietro Rossi vagabondo come contadino ma grandioso come poeta che, da solo ideava, creava, e vendeva i suoi Lunari, fino all'anno in cui morì, nel 1879. Ma in campagna i contadini più ancora del lunario si fidavano per 24 giorni delle Calende, che, se si fosse seguito con attenzione dall'alba al tramonto, ora per ora l'andamento del tempo di ogni giornata, dal primo Gennaio fino al 12, e poi, andando indietro nei mesi, dal 13 fino al 24, si sarebbero avute notizie precise di come sarebbe stato l'evolversi delle giornate e dei mesi di tutto l'anno fino al 31 Dicembre. E, tuttavia, non sempre e non tutti i contadini erano ugualmente solerti ed attenti, alcuni erano distratti, smemorati, confusionari, ed alcuni persino vagabondi, che, con le Calende non riuscivano a capire bene l'evolversi dell'annata. Ma, ugualmente, noncuranti, si sarebbero tuttavia ricordati del 25, giorno della Conversione di San Paolo che allora bastava osservare ora per ora com'era il tempo, se freddo o freddo cane, e poi se arrivava un po' di nevischio od invece neve fitta oppure acqua o acquerugiola e se veniva fuori un po' di vento o delle violente ventate, una parvenza di sole e poi un bel giallo pieno di luce e così via via fino alla fine della giornata in cui si sarebbe compreso il comportamento di tutti i 12 mesi dell'anno, così da poter scagionarsi dalle Calende, che tanto:"Dal Calendi a non m'incur / Basta ch'e' de d'San Peval 'n sia scur."
Così, cari amici bloggisti, domani, giorno di San Paolo, osservate con attenzione gli eventi metereologici di tutta la giornata, ed altro che "bernacca"! Vi basterà questo giorno e potrete farvi da soli tutto il Calendario.

4 commenti:

  1. Buongiorno Grazia,
    anche io conoscevo S. Paolo dei segni, e alcune notizie le avevo lette sul Suo libro...
    Ho trovato un proverbio su questa giornata che dice:" S Pèval ad che dè e sgnarà tòt quel che int l'an è suzdarà.
    invece in alcune zone del forlivese si dice che per S. Paolo bruciassero le scarpe vecchie per proteggersi dalle biscie e dai serpenti di campagna.
    Non ci resta che guardare "che tempo che fa" , allora....
    Un saluto da Giovanna

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  2. Cara Giovanna, ho in lei una vera, informatissima collaboratrice, che fornisce sempre ricco e nuovo materiale in ambiti ormai assai poveri. Per esempio, oggi ho chiesto a ben quattro persone, due di origine contadina, altre due di origine paesana,ebbene nessuna delle quattro si ricordava minimamente dei "segni" che San Paolo diffondeva. Grazie invece del suo ricordo che lei é già riuscita a diffondere nel blog. Grazia.
    PS Come le é apparsa la mostra di Verona?

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  3. Buongiorno, Grazia.
    A me fa piacere dare qualche contributo al Suo blog. Tanto più che ho avuto sempre molta curiosità per questo argomento, data la mia origine campagnola.
    Per quanto riguarda la mostra , a me è piaciuta , anche perchè per lo più sono quadri di paesaggi che è il mio soggetto preferito.
    Alla nostra amica di Verona, collaboratrice all'università, mi sono permessa di dare l'indirizzo del blog,chissà che non voglia partecipare....
    Un saluto da Giovanna.

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  4. trovata grazie a questa cosa che ci accomuna, la passione per i detti contadini. vado a ritroso e poi avanti e leggo tutto. grazie per le ricerche e le testimonianze.

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