domenica 10 gennaio 2010

Via al Blog!

CARI AMICI,
vicini e lontani, antichi e nuovi, conosciuti e da conoscere, scusatemi tutti se non vi ho inviato, a tempo debito, i dovuti auguri per Natale, l’Anno, l’Epifania, ma sono stata troppo impegnata a pensare – anche per voi – come ideare e organizzare mentalmente il nostro BLOG. Con lui, magari, vi, anzi, ci manderemo gli auguri per il Carnevale, auguri fatti di bicchieroni di Albana, frappe, fiocchetti e castagnole.
Ma, quali mai potranno essere le nostre possibili chiacchierate, i nostri scontri ed incontri, scoperte e riscoperte blogghistiche? A questo proposito direi di lasciar perdere il presente, un po’ troppo problematico, sconnesso, incongruente, pieno di incertezze forse perché confuso e smarrito, e chi più ne ha più ne metta. Meglio, dunque, tornare al passato, un po’ indietro nel tempo, e così ritrovarlo e riscoprirlo insieme, magari recuperandone le parti migliori, o più interessanti o divertenti, o semplicemente quelle che più ci piacciono, cui più teniamo. Ma di questo passato cosa scegliamo? Quello dell’infanzia? Della giovinezza? Il nostro o quello dei genitori, meglio dei nonni, o quello addirittura dei bisnonni? E dove trovarsi a rivederlo? In Città, o è forse meglio nella Campagna, quella bella campagna romagnola che ora non c’è più, una volta tutta grano ed erba medica – la spagnera -, qualche albero di gelso per i bachi da seta e le foglie, a volte per le bestie, ora invece tutte case e condomini? Si potrebbe, invece, raccontare storie del Paese, ove c’erano il mercato soprattutto del bestiame, una volta alla settimana, invece una volta all’Anno c’era la Fiera, fiere e mercati tutti ben diversi dea quelli consumistici dell’oggi. Oppure si potrebbe scendere verso la marina. Lì, verso la fine dell’Ottocento nacquero gli Stabilimenti balneari, ma per anni, quando i primi bagnanti scendevano dal treno, impolverati per il fumo nero della locomotiva, la gente locale li prendeva a sassate perché non volevano avere intorno a loro stranieri.
Forse sarà bene andarci piano con la scelta affrettata dei soggetti su cui discutere! …tanto per cominciare diamo carta bianca ad una …“ Bela burdela fresca e campagnola / da ‘i occ e da ‘i cavel cum e ‘carbon / da la boca piò rossa d’na ciarzola / te t’ci la mi passion…”.

7 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  2. Ringrazio, proprio tanto, i miei sostenitori, anonimi e non. Prossimamente parleremo del 17 di gennaio raccontato dai bisbisnonni e ogni commento sarà graditissimo. un grosso saluto. G.

    RispondiElimina
  3. Cara Signora Grazia, prima di tutto un saluto e un augurio di buon 2010,e poi grazie per l'invito ad entrare nel suo blog. La ricerca del passato, sia quello personale della propria famiglia che quello della nostra cultura, è un tema molto coinvolgente.
    Io stessa, purtroppo con qualche difficoltà non avendo la Sua cultura, mi sono cimentata in un tuffo nel passato cercando di scoprire quante più generazioni potevo della mia famiglia.
    Una famiglia che ha avuto come scenario la Campagna, quella campagna che oggi è difficile immaginare e che allora era fatta di poderi enormi su cui si trovava una unica casa colonica, dove le strade erano sterrate o al massimo imbrecciate,dove tutto si faceva a forza di braccia o col solo aiuto dei buoi.
    Ho avuto la disponibilità del nostro parroco che mi ha fatto consultare gli antichi registri della Chiesa e, dopo i primi momenti di incertezza nell'interpretare la scrittura, ho cominciato ad inoltrarmi nel Passato.
    Ho scoperto , così, che le mie radici sono appunto nella Campagna Sammaurese, i miei antenati sono sempre stati contadini, arrivando addirittura a coltivare lo stesso podere per oltre 100 anni.
    A mano a mano sfogliavo quei vecchi registri e raccoglievo i nomi dei miei antenati, e li pensavo nei vari momenti della vita, nella grande casa colonica, nei lutti dei tanti bambini morti piccoli , nel duro lavoro delle donne.
    Ecco, questo è il mio passato : io porto i geni di Domenico, nato nel 1778 circa, e dal suo tronco sono cresciuti tutti i rami che hanno formato tante famiglie Gobbi fino ad arrivare alla mia.
    Quelle che conosco io,dunque, sono storie di campagna, di povertà e lavoro, le storie della gente comune , quella dalla quale proviene la maggior parte di noi.
    Quindi un salto nel passato lo faccio sempre volentieri........Un saluto. Giovanna

    RispondiElimina
  4. Adesso Grazia deve illuminarci con tutte le sue conoscenze letterarie. Io la leggerò con molta curiosità. Matteo

    RispondiElimina
  5. Interessantissima riscoperta della nostra vocazione rurale!

    RispondiElimina
  6. Interessantissima riscoperta della nostra vocazione rurale!

    RispondiElimina