sabato 7 agosto 2010

I cacciatori di delfini.


Anni trenta: Imolesi (1) e Pezzolati (2).


Bastano pochi decenni a far cambiare il mondo e dalla campagna di appena ieri oggi facciamo un salto indietro per raccontare una vecchia storia di mare.
Forse c’è qualche anziano pescatore che se lo ricorda ,ma molti non sanno che negli anni trenta si dava ancora un premio ai cacciatori di delfini.
A Cesenatico era famoso per queste imprese un certo Agostino Imolesi, detto Brighella, un pescatore alto ,audace , forte e abile nuotatore.
Il suo nome era conosciuto su tutta la. costa Adriatica, perché era il solo che si dedicava con intensa passione e con grande efficacia alla caccia dei delfini.
Questa attività si era ulteriormente intensificata dopo che il Governo aveva stabilito un premio di lire 50 per ogni maschio e di lire 100 per ogni femmina gravida.
Il motivo per cui i delfini erano cacciati era che venivano considerati pericolosi perché causavano molti danni ai pescatori in quanto si infilavano nelle reti e per scappare le danneggiavano provocando larghi squarci dai quali usciva anche tutto il pescato della giornata.
Così quasi ogni mattina l’Imolesi usciva in mare armato di carabina ,dardo e pugnale e, insieme al suo aiutante Pezzolati di Goro, si inoltrava anche per 40 chilometri per scegliere la sua vittima.
Una volta scorto il cetaceo, lo inseguiva e alla prima occasione lo avvicinava pronto a lanciare il dardo appena fosse riaffiorato:quasi mai il suo braccio allenato sbagliava il colpo e se era il caso si tuffava e lo finiva conficcandogli il pugnale nella gola.
Raramente faceva uso della carabina ,perché essendo il delfino molto pesante,andando sott’acqua non lo avrebbe più potuto recuperare .
Nel 1930 , anno fortunato, riuscì a catturare anche quattro delfini in due giorni e nel mese di giugno un esemplare di quattro quintali: se però il premio era certo, non altrettanto facile era la vendita del pesce perché le sue carni non erano gradite a tutti i palati e solo nel riminese sapevano cucinarle a dovere.
Oggi che i delfini sono protetti queste cose ci fanno inorridire ma Agostino Imolesi, in quegli anni,grazie alla sua passione e alla sua abilità si è conquistato un posto nelle cronache locali e nell’album dei ricordi della gente di Cesenatico.

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