giovedì 2 settembre 2010

La caveja romagnola.


La caveja è il simbolo più rappresentativo della Romagna, ma non tutti i romagnoli ne conoscono il significato e l’uso che se ne faceva,e molti non ne hanno mai vista una dal vero.
La caveja è in pratica un grosso cavicchio di ferro:decorata con anelli “musicali “e figure simboliche ( gallo, sole, croce, colomba ecc) aveva la funzione di bloccare il giogo dei buoi al timone dell’aratro o del carro, in modo da impedirne l’uscita in caso di strattoni da parte delle bestie.
Nella parte superiore aveva le decorazioni simboliche che abbiamo detto mentre ai lati aveva due o più anelli,e questi fungevano sia da ornamento che come campanello durante i viaggi notturni,quando il contadino faceva il lungo trasporto dei raccolti ai vari magazzini o alla casa del padrone.
Nel silenzio della notte, potevano esserci anche più carri in viaggio, ma ogni caveja produceva un suono diverso e le orecchie allenate dei contadini riuscivano a riconoscere , stando sull’aia del casolare, il proprio carro che ritornava.
La caveja una volta era l’orgoglio del contadino romagnolo, la chiamavano “la caveja dagli anell” o “caveja cantarena” e ci tenevano che fosse ornata e ben fatta.
Ogni caveja era un pezzo unico,costruita da abili artigiani e fabbri che ne tempravano il ferro a più riprese e ne ottenevano diverse sonorità:era campanello e clacson di giorno e fanale di notte.
Quando viaggiava coi carri e i birocci per le strade bianche ,l’uomo sul suo mezzo sentiva se davanti aveva un altro contadino in viaggio ,lo sentiva da lontano quando gli veniva incontro dalla parte opposta e gli dava voce ancora prima di vederlo.
Ma il mondo all’improvviso ha preso a correre a gran velocità e una volta cessati i lenti trasporti con i buoi, la caveja ha finito la sua funzione ed è diventata un pezzo da museo o di ornamento di tavernette,insieme a tutti gli innumerevoli oggetti della civiltà contadina .

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