venerdì 8 ottobre 2010

Il vecchio forno a legna


Ormai il forno a legna per cuocere il pane non esiste più nemmeno nelle case di campagna.
Una volta, invece, ancora nei primi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale,non mancava in nessuna casa colonica, qualche volta attaccato alla casa e qualche volta sotto il portico o in posizione isolata, discosto da pagliai e fienili.
E non si usava solo per il pane, ma per cuocere arrosti (pochi, per la verità), ciambelle per le Feste, o per scaldare i rami di olmo che servivano per costruire le forche da fieno dando col calore la giusta curvatura.
Il pane si faceva una volta alla settimana e mentre l’impasto lievitava si procedeva a preparare il forno per ottenere il giusto grado di calore.
La prima operazione era quella di introdurre una fascina di stecchi (potatura delle viti, delle siepi di biancospino, degli alberi da frutta) appena dentro l’imboccatura, con sotto paglia o carta accesa e tenerla sollevata col forcone finchè non avesse preso fuoco.
Poi si spingeva dentro un poco alla volta fino ad arrivare a farla bruciare al centro del forno e alla terza fascina il fuoco ormai era pronto .
Allora si spargevano le braci sulle pietre del forno e si preparava il piano su cui posare il pane: una parte delle braci veniva spazzata intorno alle pareti con uno “scopone”di saggina dal lungo manico e il pavimento pulito dalla cenere con uno straccio umido legato ad un palo o a un forcone.
Il forno era ormai pronto per la cottura e se ne chiudeva la bocca con l’apposito paravento di ferro per mantenerne il giusto calore.
Tutte queste operazioni facevano parte di un rituale composto da atti sempre uguali e realizzati con tempismo perfetto: dall’accensione fino al momento in cui si poteva introdurre il pane si doveva seguire un itinerario forzato e naturale per cui non era possibile variare, anticipare o posticipare nulla.
Dal momento in cui si dava fuoco alla prima fascina al momento in cui si poteva dire “il forno è pronto”,passava non meno di un’ora ,un’ora e mezzo e a questo punto il pane doveva essere già sull’asse pronto per essere infornato.
……le donne infatti,avevano cominciato a preparare l’impasto già dalla sera prima …..ma ….questa è un’altra storia……..

1 commento:

  1. A proposito di impasti, Giovanna hai provato a fare la schiacciata fiesolana? Quando la fai fammi sapere come ti è venuta.
    Ciao

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