venerdì 26 novembre 2010

Il fuoco....."il prete e la suora".


Nella tradizione di molte parti d’Italia e in quella Romagnola in particolare, il focolare era il centro del microcosmo domestico e carico di significati simbolici e fiabeschi.
La tradizione più sentita e ancora attuale, per chi possiede un camino, è quella del “Ceppo Natalizio”,rappresentazione del fuoco solstiziale, portatore di energia e forza vitale.
La cenere del ceppo, poi, un tempo veniva sparsa sul tetto della casa e nei campi e i resti carbonizzati messi in capo alle viti per scongiurare la tempesta e la grandine.
Il fuoco nel camino una volta si accendeva tutto l’anno perché si cucinava solo sulle braci, e non lo si doveva mai spegnere ma lo si lasciava estinguere da solo, sotto la cenere .
Anche nel lasciare la casa di un podere per un altro,non si spazzava mai completamente il focolare dalla cenere dell’ultimo fuoco,ma la si ammonticchiava da un lato e lasciata lì e al momento di partire si staccava la catena del camino e la si attaccava subito appena entrati nella nuova casa,dove per prima cosa si accendeva un nuovo fuoco.
Il fuoco del camino era l’unica fonte di riscaldamento di una volta ,e solo la cucina ne veniva riscaldata, le altre stanze erano fredde e umide e l’unico modo per stemperare un po’ l’aria era quella di utilizzare i braceri e gli scaldini.
Secondo la tradizione contadina,il primo fuoco abbondante per procurare le braci per riempire gli scaldini e gli scaldaletto veniva approntato la sera di Santa Caterina, il 25 novembre, continuando fino all’ultima sera , di solito a fine febbraio.
Per scaldarlo,nel letto si metteva“il prete con la suora”, così veniva scherzosamente chiamata una intelaiatura di legno (prete)che sosteneva le coperte e conteneva lo scaldino con le braci (suora).
Queste cose le ho vissute anch’io da bambina e ricordo che ci si svestiva velocemente perché le stanze erano gelide ,ma poi ci si trovava in un letto così caldo che alla fine si cercava sollievo allungando i piedi fino in fondo e negli angoli,dove le lenzuola erano ancora piacevolmente fredde e ruvide.
Nella casa di campagna dei miei primi anni c’era un focolare enorme e caliginoso,con una cappa misteriosa che a volte emetteva suoni e fischi che a noi bambini facevano un po’ paura e non per niente i camini sono ancora oggi luoghi misteriosi dai quali passano Befane e Babbi Natale, a memoria delle favole e delle storie di quando dai camini scendevano lupi, streghe e folletti dispettosi.

3 commenti:

  1. bello! lo metto su FB. Me lo ricordo, il caldino lasciato dal prete!

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  2. Che bella storia Giovanna. Anche se per poco tempo anch'io mi ricordo del prete e della suora, sostituiti dalla più moderna borsa dell'acqua calda. Mi ricordo benissimo, come racconti tu, che i piedi andavano a cercare gli angoli del letto rimasti freschi, una vera goduria!

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  3. Grazie ,è bello risvegliare certi ricordi di quando eravamo piccoli, vero?.....
    Salutoni....

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